deep prog #4

DEEPPROG4..

Perché non mi parli dell’estate? Dei lunghi inverni che non ricordo più? Parlami di quelle vecchie

strade dove si poteva viaggiare con lentezza. E del fiume, sì, parlami del fiume. E dei nostri

discorsi. Parla perchè solo tu ricordi tutto della tua terra.

Hey Dio, perchè mi stai facendo questo? Mi farai vivere fino a quando diventerò quello che dovrei

essere? Oppure cosa?

Sto covando odio, rabbia. E non so perchè.

Hey Dio, mi devi delle scuse. Grandi scuse. Per le tue menzogne.

Ho ricordi di molto tempo fa…un’altra epoca.

non ero che un ragazzo, muto. Rivedo foto fossili del mio passato che rivelano le mie debolezze.

Io, in piedi, sotto il sole, immobile come un monumento, come i resti di un dinosauro. E qualcuno

che sta scavando le mie ossa.

Mi volto, guardo il mio passato e mi sembra un miracolo che non mi sia estinto: ho fatto tutti gli

errori della terra e mi sono spinto sull’orlo della fine: e sono ancora vivo.

Se c’è una sola cosa che ho capito è che non basta essere maledettamente belli, no, non serve.

Ma ti prego, per l’ultima volta, apri le mie labbra, aprile dolcemente. Aiuta il mio cuore.

E tu, cometa, lassù in cielo, cuci la bocca ai profeti e vattene via. E lascia che io trovi la mia

libertà.

Che la trovi attraverso i miei sogni folli: il mare arrabbiato che si infrange sulle rocce dell’inutilità;

campi mai coltivati e boschi sempreverdi.

Con me, con me, con me, come, commercio, commerciale, commerciale.

Uno strappo, un graffio lacerante e… cemento armato.

La grande città. E sento la vita che se ne va.

Vicino a casa non si respira, è sempre buio e ci si dispera. Ci sono più sirene nell’aria che canti di

usignoli.

Meglio fuggire lontano e non tornare più.

Non riesco ad avere nessuna soddisfazione. Ci provo, ci provo, ci provo e ci provo. Ma non riesco,

non riesco, no.

Mi ripeto tutto questo mentre guardo la TV e salta fuori quell’uomo che mi dice quanto possono

essere bianche le mie camicie. La verità è che non può essere un uomo: non fuma le mie stesse

sigarette.

No, non ci riesco proprio, no. Lo dico io.

Sai cosa ho fatto oggi per sentirmi vivo?

Mi sono fatto male e mi sono concentrato sul dolore. L’unica cosa vera.

Oh , l’ago strappa una sospensione, tenta di cancellare tutto.

Ma io ricordo ogni cosa.

E potrei avere tutto. Il mio impero di merda.

Ti deluderò e ti farò del male, mentre indosso questa corona di spine seduto sulle mie bugie.

Sono ancora qui.

E se potessi ricominciare tutto da capo ad un milione di miglia da qui, vorrei tenermi così, vorrei

trovare un modo.

….propiedad prohibida….propiedad prohibida…propiedad prohibida….